La birra è una bevanda popolare in tutto il mondo e il Giappone non fa eccezione. La sua storia nel Paese nipponico risale all’epoca dei samurai, quando i commercianti europei introdussero la birra sulle isole. Da allora la birra si è diffusa nella terra degli anime e l’industria del Paese è cresciuta in modo significativo.
La birra fu introdotta in Giappone dai commercianti olandesi nel XVII secolo. In quel periodo, la bevanda era conosciuta in giapponese come "bíiru" e veniva prodotta principalmente in piccoli laboratori locali. La birra divenne popolare tra gli stranieri che vivevano nel paese, ma fu solo con la Restaurazione Meiji del 1868 che iniziò a essere prodotta su larga scala in Giappone.
Dopo la Restaurazione Meiji, il Giappone iniziò a modernizzarsi e ad aprirsi al mondo. La birra divenne una bevanda popolare tra i giapponesi e l’industria del Paese cominciò a crescere. Nel 1886 fu fondato il primo birrificio moderno del Giappone, la celebre Sapporo. Altri importanti birrifici, come Asahi e Kirin, furono anch’essi fondati in questo periodo.

Durante la Seconda guerra mondiale, la produzione di birra in Giappone diminuì a causa della scarsità di materie prime. Tuttavia, il settore si riprese rapidamente. Negli anni ’50 la birra divenne la bevanda alcolica più popolare in Giappone e l’industria birraria del paese si trasformò in una delle maggiori su scala globale.
Nella cultura giapponese la birra è una bevanda popolare (intesa come prodotto accessibile a chiunque) e viene consumata in una varietà di situazioni sociali. Ad esempio, la birra è una bevanda comune negli izakaya, bar tipici che servono anche cibo. Si consuma inoltre in festival ed eventi sportivi, come nel resto del mondo.
In Giappone la birra viene spesso servita in bicchieri piccoli e bevuta lentamente come rappresentazione di un appetito moderato. È anche comune che i giapponesi brindino prima di bere e che approfittino dell’occasione per fare discorsi.

Oggi i birrifici più grandi del paese sono Asahi, Kirin e Sapporo, ma in Giappone ci sono anche molti birrifici artigianali che producono birre uniche e di alta qualità. Il modello craft beer ha iniziato a guadagnare popolarità negli anni ’90 fino ad arrivare alle 300 birrerie artigianali attuali. Alcuni stili propri che producono sono:
- Yuzu Ale: leggera e rinfrescante, prodotta con yuzu, un agrume giapponese.
- Sakura Ale: macerata con fiori di ciliegio, che le conferiscono un sapore floreale e dolce.
- Matcha Beer: si utilizza tè matcha, che conferisce un sapore amaro e terroso.
- Shiitake Stout: prodotta con fungo shiitake, un tipo di fungo giapponese.
Per quanto riguarda i festival, uno dei più grandi è il Great Japan Beer Festival, che si celebra in diverse città ogni anno. Troviamo anche il Keyaki Hiroba Beer Festival e il Craft Beer Live. In ogni caso, non mancano le scuse per guardare a est la prossima volta che avremo voglia di provare una birra diversa.
