Come ogni anno, l’associazione Cerveceros de España pubblica il suo rapporto socioeconomico sul settore. Tuttavia, il 2020 non è stato un anno come gli altri. L’esercizio passato è stato segnato dalla pandemia di Covid‑19. Tra i dati più significativi spicca un calo del 37% delle vendite nell’HoReCa, che non è stato compensato da un aumento del 29% del consumo domestico.
I dati di quest’anno mettono ancora più in evidenza, se possibile, la dipendenza del settore birrario dal canale horeca. La chiusura dei punti di consumo ha danneggiato gravemente i produttori. Non a caso, osserviamo che l’uso del fusto è calato di 1/3 nel 2020, mentre la lattina (formato venduto soprattutto nei supermercati) ha aumentato le vendite nella stessa misura. Di fatto, sei birre su dieci sono state vendute nel canale alimentare; un’anomalia rispetto agli anni precedenti.

Questo ha influito direttamente sulla produzione di birra, che è diminuita del 12%, attestandosi su livelli di dieci anni fa, durante la crisi economica. In totale, il settore nazionale ha prodotto 34,7 milioni di ettolitri. Nel caso delle microbirrerie o birrerie artigianali, il calo della produzione si aggira intorno al 40%. Inoltre, una fabbrica su dieci ha chiuso i battenti.
Tuttavia, le esportazioni di birra spagnola sono cresciute del 19% nel 2020, per la maggior parte destinate a Portogallo, Regno Unito, Cina e Guinea Equatoriale. A questo proposito, Jacobo Olalla, direttore generale di Cerveceros de España, ha commentato durante la presentazione del rapporto che «fattori come la popolarità e la qualità rendono le birre spagnole, anche in un anno difficile come il 2020, un prodotto molto desiderato fuori dalla Spagna. Ne è prova il fatto che le esportazioni di birra sono cresciute di oltre il 300% negli ultimi dieci anni».

Sul piano tributario, lo Stato ha incassato il 33% in meno di imposte rispetto al 2019, cioè 2.000 milioni di euro in meno. Per quanto riguarda il presente, il primo semestre del 2021 non ha ancora recuperato i livelli precedenti alla pandemia. In questo senso, la vaccinazione si configura come elemento chiave per rilanciare il turismo estivo.
Non tutto è perduto, poiché la birra continua a essere la bevanda preferita dagli spagnoli, dato che l’80% degli adulti la consuma. Dato il carattere trasversale della birra, che non conosce rango economico né genere, esistono motivi per essere ottimisti sulla ripresa del settore a partire dai mesi estivi.
